E' arrivata l'ora di fare le valigie...

E'' arrivata l''ora di fare le valigie...

La gara di Silverstone ha confermato, per l’ennesima vota, che la Ducati nelle mani di Rossi non funziona. E si tratta di una conferma importante, perché lo sviluppo della moto, almeno per quest’anno, sembra essere terminato (salvi piccoli ulteriori aggiustamenti, non fondamentali).

Rossi non ha mai preso una paga del genere dal proprio compagno di squadra, soprattutto quando il compagno in questione non è Lorenzo, bensì (un ottimo) Hayden.

È vero che la pista a Rossi non piace, ma è anche vero che in tante piste che non ama Valentino è arrivato sempre tra i primi.

Senza dubbio c’è un calo di motivazioni, di grinta, di “fame”. Questo è fisiologico a 33 anni. Ma non è così determinante da relegare Rossi in ultima posizione, almeno fino a quando non sarà lo stesso Rossi a dichiarare di non aver più voglia di correre. Cosa che, allo stato, mi pare esclusa in radice.

Ecco quindi che il matrimonio, che a mio avviso doveva finire già lo scorso anno, è arrivato proprio alla frutta. Se sentissi dire che c’è ancora speranza, che bisogna aver pazienza, ecc., mi sentirei preso in giro.

La speranza è finita, e non solo l’unico a dirlo. I tempi sono talmente stretti in questo sport che si può sperare per un anno, al massimo due, poi basta.

Ora bisogna pensare al 2013, con l’obiettivo di concludere la carriera con un rilancio professionale e di immagine che Rossi è in grado di sostenere.

Le scelte sono, a mio avviso, due: team privato Yamaha, finanziato da tutti gli sponsor di Rossi e, se del caso, dallo stesso Rossi, con moto ufficiale gestita privatamente, senza fargli mancare il costante supporto della casa madre; oppure Honda Gresini, sempre con moto ufficiale gestita privatamente dal buon Fausto e da qualche tecnico che Rossi vorrà portare con sé.

In tutto questo Valentino può serenamente rinunciare al proprio ingaggio o ridurlo all’osso, almeno per una stagione, quella del riscatto, della rinascita. Se, invece, tutto dovesse arenarsi per questioni di soldi, beh allora vorrà dire che Valentino non ha poi tanta voglia di stare davanti, ma preferisce diventare ancora più ricco. Per cui, ben gli sta.

Queste sono le uniche due soluzioni che, al momento, potrebbero dimostrare a Rossi e a tutto il mondo che il problema è la Ducati e non il pilota. Le uniche soluzioni per finire la carriera in MotoGP nelle posizioni che contano. E se poi, per ipotesi, Rossi dovesse prendere paga, vuol dire che la sua parabola, come è normale che sia, volge al termine e io non me ne meraviglierei affatto, anzi, sarei contento perché ci ha provato ancora una volta.

Dopodiché ci sarebbe la SBK, dove gli farebbero ponti d’oro e dove potrebbe nuovamente tornare a comandare, per di più in ambiente Mediaset, dove sappiamo tutti come è considerato!

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